L’IMPORTANZA DEI DAE SUI LUOGHI DI LAVORO

Ogni anno si registrano circa 60mila decessi per morte cardiaca improvvisa, la maggior parte dei quali sono provocati dalla fibrillazione ventricolare, una grave aritmia cardiaca che si risolve solo applicando una scarica elettrica al cuore. Un arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque – uomo, donna, giovane o anziano, ovunque, in qualsiasi momento e spesso senza preavviso. Il 5% degli arresti cardiaci si verifica sui luoghi di lavoro, oltre 70 lavoratori alla settimana, in Italia, sono colpiti da arresto cardiaco mentre si trovano sul posto di lavor

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CAMPO DI APPLICAZIONE

• Società sportive professionistiche
• Società sportive dilettantistiche

L’OBBLIGO DI DOTARSI DEL DAE SI ESTENDE A :
• Strutture operanti nel sistema di emergenza sanitario extraospedaliero;
• Ambulanze deputate alle funzioni di trasporto sanitario e trasporto sanitario semplice;
• Servizi delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private, accreditate o autorizzate;
• Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Capitanerie di Porto, Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, ecc;
• Strutture sanitarie (ambulatori) e territoriali (studi medici, ambulatori dentistici, ecc.)

Se da una parte c’è un obbligo imposto dalla legge, in particolare dal Decreto Balduzzi, non significa che il resto del paese debba restare disinteressato e sordo alla necessità di cardioprotezione del territorio. Tante realtà si sono attivate per migliorare la presenza dei DAE sul territorio. E sono state poi le Regioni italiane a creare alcuni suggerimenti di installazione e dotazione DAE sul territorio. In particolare i luoghi dove si suggerisce l’installazione di un DAE sono:

• Compagnie;
• Enti;
• Ditte;
• Associazioni, ecc. ove vi sia un elevato afflusso di utenti (es. centri commerciali, hotel, ipermercati, centri fitness, stadi, treni e stazioni ferroviarie, ecc.);
• Istituti scolastici di ogni ordine e grado.

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Perché serve il DAE? Perché â€œDopo 10 minuti i danni cerebrali sono irreversibili”!!!

Ogni minuto che passa dall’inizio dell’arresto cardiaco riduce di circa il -10% le probabilità di successo della scarica elettrica e dopo dieci minuti i danni subiti a livello cerebrale diventano irreversibili”, spiega Bruno Papaleo, (del dipartimento di Medicina del Lavoro dell’ INAIL), che coordina un gruppo di ricerca sulla diffusione della cultura del primo soccorso nei luoghi di lavoro.
Papaleo aggiunge che “L’esito degli infortuni sul lavoro non dipende soltanto dall’entità del danno, ma anche dalla prontezza ed efficacia dei primi soccorsi che possono fare la differenza tra la vita e la morte, tra recupero rapido o prolungato, tra disabilità temporanea o permanente.
Questo vale anche per la morte cardiaca improvvisa, che in molti casi si verifica sul posto di lavoro.

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LE DOMANDE “SCOMODE” CHE UN DATORE DI LAVORO DEVE PORSI

  • In che modo potrebbe essere percepita in azienda, la perdita di un dipendente a causa di un arresto cardiaco, sapendo che con un dispositivo dal costo equivalente a quello di un elettrodomestico si sarebbe potuto salvare? Già, perché un DAE permette di assistere efficacemente il lavoratore colpito da arresto cardiaco improvviso, facendo passare le probabilità di sopravvivenza da meno del 5% a oltre il 50%.
  • Quali difficoltà potrebbe comportare in azienda, la perdita di un dipendente con un alto livello di esperienza e professionalità? Spesso (e purtroppo), i defibrillatori sono presenti solo in quelle aziende nelle quali si è già verificato un evento tragico causato da un arresto cardiaco improvviso. E il rischio di perdere una vita, oltre che una persona cara, un valido collaboratore, un padre o una madre di famiglia, senza DAE è più alto.

MA COME ORGANIZZARE IL POSIZIONAMENTO DI UN DAE NELLA PROPRIA AZIENDA?

La scelta del luogo dove inserire il DAE dovrebbe fondarsi sulla accurata valutazione delle caratteristiche aziendali, in relazione a:

  1. al numero dei lavoratori occupati;
  2. alla natura dell’attività;
  3. ai fattori di rischio nei luoghi di lavoro.
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L’efficacia del primo soccorso infatti è correlata a una serie di fattori che vanno dall’organizzazione di un piano di soccorso interno alla formazione dei lavoratori, dalla reperibilità ed efficienza dei presidi sanitari all’attivazione precoce del 118, fino alla corretta esecuzione delle manovre di rianimazione cardiopolmonare.

I DAE Dovrebbero essere percepiti all’interno di una azienda come “indispensabili” e disponibili quanto i sistemi antincendio, gli estintori.
Perché il DAE in azienda dovrebbe essere posizionato in modo da garantire l’intervento entro cinque minuti, è consigliato soprattutto nelle aree in cui sono presenti apparecchi elettrici, nei luoghi di lavoro all’aperto, dove possono cadere fulmini o si lavora su linee elettriche, nelle zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi e nei luoghi di transito o permanenza di molte persone. Considerando il defibrillatore alla stregua di un sistema antincendio o di un estintore, ossia un dispositivo di vitale importanza in presenza di una situazione critica all’interno dell’azienda.

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I FATTORI D RISCHIO NEI LUOGHI DI LAVORO

I fattori lavorativi che contribuiscono ad aggravare le malattie cardiovascolari sono:

  •  il contatto con alcune sostanze (come il monossido di carbonio e il piombo);
  •  l’asfissia da inalazione di gas tossici;
  •  le condizioni lavorative stressanti;
  •  l’esposizione al caldo o al freddo estremi;
  •  lo sforzo fisico eccessivo;
  •  l’elettrocuzione, che porta alla fibrillazione ventricolare e quindi all’arresto cardiaco;
  •  una forza lavoro che invecchia, in particolare nelle imprese industriali.

MISURE DI EMERGENZA NEI LUOGHI DI LAVORO CHE PREVEDENDO L’UTILIZZO DEL DAE IN CASO DI NECESSITA’

Il DAE permette di aumentare la sicurezza dei lavoratori perché il dipendente può subire un attacco cardiaco improvviso durante l’orario di lavoro e, nel caso di fibrillazione ventricolare, l’unico intervento utile è la defibrillazione attraverso shock elettrico.

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COME INCREMENTARE LA RETE DI ACCESSO PUBBLICO ALLA DEFIBRILLAZIONE PRECOCE?

E’ importante garantire a tutti di poter intervenire in caso di emergenza e di paziente colpito da attacco cardiaco. Per questo bisogna posizionare il DAE nei luoghi di transito e di permanenza di molte persone come:
– centri commerciali
– grandi supermercati
– aeroporti
– stazioni
– impianti sportivi
– uffici aperti al pubblico
– scuole

Questo significa poter intervenire non solo sui lavoratori, ma anche sui visitatori.

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Per permettere un intervento in economia e qualità è necessario formare il personale addetto: il percorso didattico specifico può essere facilmente integrato con i corsi di formazione per addetti al Primo Soccorso, obbligatori per legge, nei quali è previsto un modulo specifico per l’emergenza e la rianimazione cardiopolmonare (D.M. 388/03). Per rendere accessibile il DAE questo può essere posizionato in qualsiasi luogo di lavoro, in maniera tale da garantire l’intervento entro 5 minuti.
È particolarmente consigliato:
– nelle aree dove sono presenti apparecchi elettrici;
– nei luoghi di lavoro all’aperto, dove possono cadere fulmini o dove si lavora su linee elettriche;
– in zone isolate dove è più difficile far arrivare i soccorsi come impianti di perforazione, cantieri di costruzione, piattaforme marine ecc.;
-luoghi urbani difficilmente raggiungibili dai soccorritori a causa della presenza di traffico, scale, ascensori, scale mobili o una folla di persone
-in luoghi di transito o permanenza di molte persone.

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I NUMERI DELL’ARRESTO CARDIACO IN EUROPA

• 15% – Percentuale europea di persone che, colpite da arresto cardiaco, vengono soccorse con la rianimazione cardiopolmonare
• 70% – Percentuale di arresti cardiaci che avvengono in presenza di altre persone (che potenzialmente potrebbero effettuare una rianimazione cardiopolmonare).
• 90 – In Europa ogni 90 secondi si registra l’insuccesso di una rianimazione cardiopolmonare perché iniziata tardi.
• 1.000 – Numero di persone che in Europa muoiono ogni giorno per arresto cardiaco.
• 60.000 – Numero di persone che in Italia, ogni anno, vengono colpite da un arresto cardiaco.
• 100.000 – Persone che potrebbero essere salvate ogni anno in Europa se si riuscisse ad aumentare l’incidenza della rianimazione cardiopolmonare immediata, portandola dall’attuale 15% dei casi al 50-60% dei casi.
• 400.000 – Persone che in Europa ogni anno sono colpite da arresto cardiaco.

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